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LE VACANZE DEGLI ARTISTI

| Marta Cesaritti | 2026
Forse è vero quello che si dice: gli artisti non possono prendersi una vacanza da loro stessi. L'arte è un modo per conoscere e guardare il mondo e non c'è "pausa" che l’artista possa concedersi davvero. Però gli artisti più famosi si sono concessi delle evasioni che, si sono rivelate fonte di nuova ispirazione per la loro arte.

È stato senz’altro così per Georgia O’Keeffe: un’azienda di ananas offrì una vacanza alle Hawaii, in cambio di dipinti da utilizzare per le loro campagne promozionali; l'artista raggiunse Honolulu e ci restò per nove settimane, rimanendo affascinata e ispirata da questa cultura differente dalla sua e dipinse molto in quel periodo. Nonostante ciò, nessuna opera raffigurava ananas.

Picasso trovava di grande ispirazione andare in vacanza: era solito recarsi in Costa Azzurra in compagnia dell’amante di turno, un'abitudine fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Realizzò circa 70 lavori (tele, ceramiche e disegni) che regalò al Castello Grimandi di Cagnes-Sur-Mer, dove si ritirava a dipingere dopo le giornate di mare. Il castello è diventato un museo d’arte moderna, che include questa preziosa collezione.

Il poliedrico Salvador Dalì era solito tornare nello stesso posto: dall’infanzia faceva tappa fissa a Cadaqués, un villaggio di pescatori in Costa Brava. Lo definiva "il posto più bello del mondo" e lì incontrò per la prima volta Gala, che sarebbe diventata sua musa e compagna della vita. Insieme acquistarono quella che sarebbe diventata la straordinaria casa-museo che è visitabile ancora oggi, regno della stravaganza del suo proprietario.

Edward Hopper e sua moglie Josephine avevano una casa vacanze: erano soliti alloggiare nella tranquilla città di Truro, con lo studio dell’artista affacciato sulla baia di Cape Cod. Nei tanti anni che vi hanno soggiornato Hopper realizzò qui centinaia dei suoi dipinti: le sue opere riflettono l'atmosfera tranquilla della cittadina.

Anche Gustav Klimt era un abitudinario: per 15 anni andò nella campagna austriaca, sulle rive del lago Attersee, per sfuggire al caos di Vienna. Indossava sempre, nonostante il caldo, il suo grembiule blu e anche durante le passeggiate portava l'album da disegno. Quasi tutti i paesaggi che Klimt dipinse sono stati realizzati qui: sicuramente una produzione meno nota ma molto affascinante. Sulla spiaggia di Unterach oggi un busto rende omaggio al pittore, assorto a contemplare il paesaggio. Dal 2012, Attersee ospita anche il Centro di documentazione Gustav Klimt, punto di riferimento per il turismo locale.